COME RIDURRE I RISCHI LAVORATIVI NEL SETTORE DEL COMMERCIO

Informazioni per la prevenzione dei rischi nelle diverse attività che gli operatori svolgono all’interno dei negozi. Principali fattori di rischio, procedure e misure preventive, formazione, informazione e addestramento dei lavoratori.

Malgrado statistiche e rapporti su incidenti e malattie professionali mostrino come il settore del commercio sia da considerare uno dei comparti più a rischio, la consapevolezza di questi rischi tra i lavoratori è ancora insufficiente. Lo mette in rilievo una recente indagine relativa alla percezione del rischio lavorativo (CPT e CSTB delll’Ente Bilaterale Emilia Romagna e RLST, “La percezione del rischio lavorativo nei settori del Commercio, Servizi e Turismo” (formato PDF, 5.47 MB), in questo settore e nei settori del  turismo e servizi, indagine che rileva anche come tra gli operatori sia presente una richiesta di formazione e informazione a salvaguardia della salute sul posto di lavoro, anche con riferimento ai problemi legati allo stress lavoro correlato.

Convinti che la riduzione degli infortuni professionali passi necessariamente attraverso un miglioramento della percezione dei rischi lavorativi, si ripropongono dei documenti che evidenziano l’utilità di alcune schede tecniche presenti sul sito dell’ Organismo Paritetico Provinciale (OPP) della Provincia di Varese.

Una scheda tecnica, dal titolo Rischi in negozio”, è dedicata espressamente ai rischi delle diverse attività che si possono svolgere nel settore del commercio. Dal ricevimento dei clienti, all’attività vera e propria di vendita, dalla sistemazione e esposizione di scatole o di prodotti nelle apposite scaffalature o vetrine, alla pulizia del negozio e dei servizi igienici. Senza dimenticare che in alcune attività commerciali sono presenti altre attività accessorie, come ad esempio le attività sartoriali (realizzazione orli, realizzazione abiti su misura, ecc.) e il confezionamento di pacchi e di bomboniere (utilizzo utensili di taglio e colle varie).

La scheda ricorda che gli spazi di lavoro in cui operano gli operatori “devono essere organizzati al meglio, al fine di evitare di dover frequentare ambienti divenuti eccessivamente ristretti a causa di prodotti esposti in modo disordinato o scaffalature di esposizione posizionate in maniera poco corretta”.

Questa un breve classificazione dei principali fattori di rischio nei negozi (con riferimento anche alle attività sartoriali):

- disturbi muscolo-scheletrici per posture scorrette;
- scivolamenti e cadute a livello;
- stress psicofisico (dovuto alla routine);
- affaticamento visivo;
- punture e tagli alle mani durante le operazioni di cucito;
- movimentazione manuale dei carichi;
- cadute dall’alto (per utilizzo delle scale);
- contatto con sostanze irritanti;
- inalazione polveri.

La scheda riporta poi - come nelle altre schede dell’organismo paritetico relative al settore del commercio e dei servizi – specifici suggerimenti relativi a interventi, disposizioni, e procedure per ridurre i rischi:

  • regolare gli orari ed i turni di lavoro tenendo conto di quanto previsto dalla contrattualistica nazionale;
  • provverdere a informare i lavoratori sulla ubicazione della cassetta contenente i presidi sanitari necessari per il primo soccorso, esponendo la cartellonistica necessaria alla sua individuazione;
  • provvedere a completare l'informazione di tutti i lavoratori sui rischi riscontrabili in azienda, sulle misure precauzionali adottate e sulle attività di prevenzione da mettere in atto;
  • verificare che le scale portatili siano dotate di appoggi antiscivolo a pavimento e di gradini antiscivolo (art. 113 del Decreto legislativo 81/2008);
  • non sovraccaricare le scaffalature oltre quanto consentito;
  • le scaffalature devono essere di portata idonea;
  • nei magazzini e nei locali di vendita dei prodotti di abbigliamento devono essere osservati il massimo ordine, la pulizia e l'accurata disposizione di scatole e cartoni;
  • verificare l'integrità delle attrezzature utilizzate;
  • non arrampicarsi su sgabelli o quant'altro quando si lavora nei pressi delle vetrine di esposizione;
  • le scaffalature devono essere stabilmente fissate al soffitto o alle pareti o comunque realizzate con una struttura tale che sia impossibile la loro caduta per ribaltamento;
  • assicurarsi che il lavoro non venga svolto costantemente in condizioni di stress (tempi ridotti a causa di personale insufficiente);
  • rimuovere il contante dall'immobile con regolarità; tenere il contante in cassaforte/contenitore ad apertura ritardata; non contare e riporre denaro apertamente; compilare norme per il maneggio del denaro e accertare che il personale le conosca;
  • si predisporrà opera di formazione ed informazione affinché ogni operatore sappia come comportarsi nell'eventualità di una rapina e accertarsi che le maestranze le conoscano;
  • adottare una postura comoda ed ergonomia durante lo svolgimento dell’attività lavorativa;
  • non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario, interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura;
  • verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate;
  • effettuare la formazione e l’informazione degli addetti sui rischi relativi all’utilizzo delle sostanze chimiche contenute nei prodotti detergenti utilizzati durante le pulizie.

La scheda – che vi invitiamo a visionare - contiene ulteriori indicazioni sulla formazione, informazione e addestramento, ricordando che il mancato rispetto di questi obblighi legislativi “incide significativamente sulle probabilità di accadimento” dei rischi considerati.

Si ricorda, infine, che in linea generale non è previsto l’uso di dispositivi di protezione individuale e i lavoratori non sono soggetti alla sorveglianza sanitaria.

Tuttavia è possibile che, in alcuni casi specifici, particolari attività di movimentazione manuale dei carichi possano comportare la necessità di sorveglianza sanitaria degli operatori.

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